VITA E OPERE DI ILDEGARDA DI BINGEN

 

Nasce a Bermersheim vor der Höhe, sul Reno, nel 1098, un anno prima che i Crociati riconquistino Gerusalemme.

A 8 anni è oblata, consacrata al monastero di Disodenberg sotto la protezione della monaca eremita Jutta di Sponheim. Dopo la morte di questa, le succede nel 1036 alla guida del monastero femminile.

Tra il 1141 ed il 1151 scrive Scivias, opera in cui attraverso trentacinque visioni narra la storia della salvezza, a partire dalla creazione. Pur non essendo ancora terminato il manoscritto, papa Eugenio III ne lesse alcuni brani al sinodo di Treviri del 1147.

Nei sette anni successivi alla pubblicazione di Scivias redige il Liber subtilitatum diversarum naturarum creaturarum, che fu poi smembrato in due parti: Physica o Liber simplicis medicinae – che prende in esame i rimedi terapeutici e le applicazioni alla medicina che possono scaturire da tutti i regni della natura: animale, vegetale e minerale, con più di duemila ricette tratte da ogni ambito naturale – e Causae et curae, un trattato di anatomia, fisiologia, patologia e terapia, composto da 93 fogli scritti in modo elegante e con capilettera riccamente miniati.

Riesce inoltre a pubblicare, nel 1151, Ordo Virtutum, un dramma liturgico che ha come protagonista l’anima contesa dai vizi, che compie il suo cammino di perfezione e di difesa dagli attacchi del demonio attraverso la pratica delle virtù.

Negli anni 1158-1163 compone il Liber Vitae Meritorum, seconda opera della sua trilogia profetica: nella forma di un dialogo fra trentacinque vizi e trentacinque virtù, tratta della ricerca dell’equilibrio fra legge divina e volontà umana.

La terza opera profetica, il Liber divinorum operum, è scritta tra il 1161 e il 1173: anche in questo testo prezioso descrive le sue visioni sulla Creazione e sulla relazione tra micro e macro cosmo. Di quest'opera ci è rimasta una copia riccamente illustrata, il Lucca Codex, conservata presso la Biblioteca Statale di Lucca.

Ildegarda ha inventato un nuovo linguaggio, basato su un alfabeto di 23 lettere, definite le ignotae litterae, e descritto in un'opera intitolata Lingua ignota per hominem simplicem Hildegardem prolata.

Il monaco Volmar fu suo fedele alleato e in parte trascrittore delle sue opere per circa trent’anni.

Fra 1159 e il 1170, sessantenne, compie quattro viaggi pastorali, predicando nelle cattedrali di Colonia, Treviri, Liegi, Magonza, Metz e Würzburg.

Muore il 17 settembre 1179 a Bingen ed è seppellita nel Monastero di Ruperstbeg.

Nel 1632, durante la Guerra dei Trent’anni, il monastero fu distrutto e bruciato dagli Svedesi: i monaci benedettini trasferirono le reliquie nella cappella del priorato di Eibingen, dove ancora oggi si trovano.

Il 7 ottobre 2012 è stata proclamata Dottore della Chiesa universale da papa Benedetto XVI.

Se vuoi conoscere meglio la medicina di Ildegarda ti invito a partecipare ai miei seminari.

Se sei interessato/a ad una mia  consulenza puoi contattarmi       

Per conoscere Ildegarda potete iniziare da qui:

La teoria tetradica di matrice galenica e ippocratica su cui si basa la medicina ildegardiana , ovvero la complessione

aria

acqua

terra 

fuoco

e delle quattro costituzioni 

collerico

sanguigno

flemmatico

malinconico 

dei quattro elementi:

Le sei regole auree della salute:

Aer (luce e aria) - Come respiriamo

 

Cibus e potus (cibi e bevande) -

Come ci nutriamo

 

Motus e quies (movimento e riposo) - Come ci muoviamo e riposiamo

 

Somnus et vigilia (sonno e veglia) -

La qualità del nostro dormire

 

Secreta ed excreta (secrezioni ed escrezioni) -

Come ci liberiamo delle tossine

 

Affectus animi (passioni dell’animo, sentimenti ed emozioni ) -

Come amiamo e ci relazioniamo

Umori e organi vengono anche riportati al loro equilibrio attraverso la corretta alimentazione, il retto pensiero e il comportamento virtuoso. 

Fondamentale l'utilizzo terapeutico delle piante officinali e   dei cristalli secondo l'antica  tradizione dei lapidari. Ildegarda descrive minuziosamente la qualità dei cibi e la loro caratteristica di calore e freddezza. Una qualità che, se scadente, può andare a creare ristagno di umori e tossine sugli organi emuntori, quali fegato, milza e rene. Ma è soprattutto lo stomaco a essere preposto quale motore centrale di trasformazione. Qui avvengono infatti gli scambi energetici che ci mettono in relazione simbolica con la madre e con la Terra. Come fummo nutriti nutriremo. La pratica della discrezione si addice dunque ai principi della dietetica, che indica nel farro l’alimento principe per contrastare le malattie.

L’insegnamento di Ildegarda è volto alla ricerca delle cause che provocano l’insorgere della malattia intesa come squilibrio, alla cura che deve essere di volta in volta assegnata in base al carattere e alla costituzione della persona inferma.

"Nell’intera creazione, negli alberi, nelle erbe, nelle piante, negli animali, negli uccelli e anche nelle pietre nobili, vi sono forze terapeutiche nascoste, che non si possono conoscere senza la rivelazione di Dio."