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SULLE MALATTIE DELLE DONNE


La cultura patriarcale ci ha fatto acquisire, inconsapevolmente, abitudini che implicano seri effetti sul nostro corpo e sul nostro spirito poiché ci impediscono di connettere le nostre emozioni nel disagio delle infermità per comprendere cosa ci stia succedendo. Termini come "guerra" e "nemico" inerenti ai soggetti della malattia offuscano il senso profondo del messaggio che il nostro corpo in quel momento ci sta mandando perché lo si riconosca come tale. Come scriveva la grande psicoanalista Francoise Dolto, l'amore non va solo agito ma dichiarato. A volte esprimere amore significa solo svelare la parola da ciò che sottintende il corpo. Perché con questo noi agiamo nel mondo. Possiamo subire uno stupro "rovesciato" anche attraverso la negazione della parola e dell'abbraccio. Stupro significa anche disconoscere il sacro femminile che ci attraversa nel nostro corpo imperfetto secondo i canoni del nuovo modello "sexi-performante" e misogino. Stupro significa lo sguardo torvo dinnanzi al nostro ventre rotondo, alle pieghe del volto che gridano la storia dei nostri smarrimenti. Sento la misoginia come una pistola puntata alla tempia, un coltello che sfiora la gola, la sento e non posso dimostrarla a chi la esplica e nasconde attraverso il vezzo delle buone maniere. La praticano i preti, i militari, i politici, i dirigenti ai vertici delle aziende, persino le madri che negli anni 70 a quel sistema si sono piegate con la medicalizzazione e la puericultura forzata. E' il mio corpo che sente, paura e rigetto. E' propria questa la prima causa delle malattie delle donne. Scrive Lea Melandri, (Non solo il velo, Corriere della Sera 2016) che" il controllo sul corpo delle donne, da qualunque prospettiva lo si guardi, coperto per difenderlo da sguardi maschili, circonciso o mutilato, privato del piacere sessuale, oppure al contrario spinto a denudarsi come segno di liberazione dai repressivi divieti del passato é il denominatore comune di tutte le culture finora conosciute, il fondamento del patriarcato in tutte le sue molteplici manifestazioni". Ero giovane e coprivo il mio seno, sto invecchiando e copro il mio seno, vorrei morire nuda e raccolta come un uccellino caduto dal nido chiuso nel becco caldo della madre terra.


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