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Mi hai cosparso di profumo:il gesto della Maddalena


Oggi 22 luglio, Santa Maria Maddalena l’Apostola degli apostoli. Lei dimenticata e occultata, che nel suo atto trasfigura il significato di ogni azione. Baciare, asciugare, massaggiare sono i gesti benedicenti che curano ogni ferita legata al passato ma anche al futuro.


Come ha scritto Cristina Campo, tutta la liturgia cristiana ha origine nel prezioso vaso di nardo della Maddalena. Perché “il corpo ch'ella così preparava era già l’ostia pura, ostia santa, ostia immacolata” pronta all'offerta; e il suo bisogno di toccarlo, intriderlo di profumi e di lacrime, tergerlo con ciocche di capelli, fondersi in qualche modo con esso, qualcosa di molto simile a una comunione. Inesauribile è il gesto di Maddalena, e in realtà Cristo affermò che per sempre ci si sarebbe ricordati di esso. Ciò che lo rende inesauribile è appunto la sua gratuità: tutti i poveri della terra non potrebbero pretendere a una dramma sola di quel nardo, come tutti i poveri della terra non potrebbero pretendere a un solo grano d’incenso bruciato al cospetto di Dio con cuore ardente”.

La gratuità femminile dell’inginocchiarsi assumendo la forma composta del raccoglimento nella forma dell’embrione, dell’orecchio che ascolta, riconosce a Maria di Magdala nell'atto di ungere il capo al suo Cristo vivente, il ruolo sacerdotale degli antichi lignaggi femminili. Ella è al passo con il respiro e il vuoto. Si aprono, attraverso il suo gesto, gli alveoli dei polmoni, per lasciare che il prezioso aroma trapassi i sensi soprannaturali. Si crea, fra i pori della pelle, il varco della perdita imminente, quando il Cristo non si lascerà da lei più toccare nella rassegnata mitezza dell’Assenza.

Noli me tangere. lei ci insegna la suprema arte del lasciare andare

Quante volte sprechiamo la presenza dell’Amore senza edificarlo con la segnatura terapeutica di un bacio santo?

Gesù la incontrava e la baciava sulla bocca. Era la sua discepola prediletta, la sua amata o forse la sua sposa raccontano gli apocrifi e certa letteratura di successo.

Nell'ungerlo e nel baciarlo “questa donna sta elevando il suo rapporto con Gesù: mentre bacia il corpo del maestro, comunica alla sua divinità.

Avviene, allora, che nello stesso tempo in cui la donna bacia Dio, Dio stesso bacia la donna e solo qui solo a questo punto, la donna nel profondo del cuore, riceve la pace” (Giuliva Di Bernardino, Il profumo delle donne nei vangeli)


Nessuna donna fu mai tanto rievocata nella nostra tradizione iconografica.

Da Giotto a Raffaello, da Crivelli a Lorenzetti, da Leonardo al Beato Angelico

Ho incontrato la Maddalena di Luca Signorelli, al museo del Duomo di Orvieto. Un corpo, finalmente un corpo, ho visto.


Rotondo, forse gravido con le unghie dei piedi e delle mani sporche di nera terra. La donna ha trafficato con le erbe, con acqua e fango, con misture medicamentose. Il suo seno possente è racchiuso al di sotto della veste dorata con ricami di vivi tralci. Verde è il suo mantello sottostante all'altro che la avvolge come un abbraccio, rosso rubino, o similare al melagrana e al corallo. Un vitalismo sotterraneo attraversa la storia del cristianesimo assediato da dogmi e concili, penitenti rinunce, sconfortanti profezie e futuri inferni in cui ogni donna sarebbe precipitata al di fuori delle ascetiche negazioni della carne.

Lei invece arrivò da Magdala, forse già donna matura, forse da Lui guarita, non possiamo sapere se fosse anche la stessa donna da cui furono scacciati sette demoni, ma certamente di famiglia benestante, per potersi permettere di “sprecare” il prezioso nardo contenuto nell'ampolla, il cui valore corrispondeva allo stipendio annuo di un soldato romano. Di sicuro questa donna era esperta nella composizione degli olii e degli unguenti e ne conosceva non solo il valore terapeutico ma anche simbolico.


Vuole l’antica leggenda riportata da Iacopo da Varrazze, ispirata al racconto di Rabano Mauro che dopo la morte e resurrezione di Gesù, Marta di Betania, Massimino, Lazzaro e Maria di Magdala, in fuga dalla Palestina attraversano il mediterraneo su una piccola imbarcazione fino a raggiungere Marsiglia.

Altra leggenda vuole che le tre Marie sbarcarono presso Saintes-Maries-de-la-Mer nella Camargue insieme a Sara la serva nera, che divenne in seguita patrona dei gitani, i quali la venerano ogni anno con una grande festa alla fine del mese di maggio.


Maria Maddalena dopo esser giunta a Saintes-Maries-de-la-Mer, avrebbe abitato per trent'anni in una grotta nel massiccio di Sainte-Baume evangelizzando la regione.

Qui si riteneva che fosse stata sepolta. Apparsa in sogno al re di Napoli Carlo d’Angiò, gli ordinò di scavare sotto la piccola chiesa dei monaci cassianisti.


Qui trovarono la documentazione di un ulteriore traslazione del corpo risalente al 710. “il corpo della cara e venerabile Santa Maria Maddalena fu, per paura della suddetta nazione infedele, spostato dalla sua tomba di alabastro alla tomba di marmo, dopo aver rimosso il corpo di Sidonio, perché era più nascosto.”

Vi posero al suo interno una tavoletta di legno ricoperta di cera con impressa sopra: “Hic requiescit corpus beatae Maria Magdalenae”, risalente a un periodo compreso tra il 1° e il 4° secolo.

Quando il 10 dicembre del 1279, sotto la guida di Carlo d’Angiò il sarcofago fu aperto ne uscì un “odore meraviglioso e molto dolce”, che confermò ai presenti la potenza e la veridicità delle reliquie.


Carlo d’Angiò decise dunque di far edificare la basilica in onore di Maria Maddalena, a Saint-Maxim – la – Sainte – Baume che ancora oggi ospita le reliquie della santa privata, private ampolla di vetro, in seguito ad un furto del 1904, la Sainte Ampoule che conteneva la terra intrisa del sangue versato da Gesù sulla croce.


Lo spirito della Maddalena continua ad attraversare i secoli e l’ho ritrovata sempre segretamente velata nelle chiesuole della mia amata Italia centrale. Qui il suo culto si intreccia alle leggende locali, alle Sibille e alle taumaturghe venerate nella devozione femminile popolare. Il suo corpo si vuole ancora nascosto al centro del lago di Bolsena, presso l’isola di Marta, cuore pulsante di un’antica civiltà che metteva il sacro e il numinoso a guida della vita e della gioiosa sorte.


Centro sacro è il nostro cuore da proteggere con il suo unguento con cui lo ungerete nelle sere dello sconforto, e della paura. Ungete cuore, polsi e tempie. O massaggiate i piedi dei vostri neonati.

Ecco la mia ricetta:

Due cucchiai di olio di mandorle o di oliva

Un cucchiaio si burro di karitè

Un cucchiaio di cera d’api

Sei gocce di olio essenziale di nardo

Tre gocce di olio essenziale resina di incenso

Tre gocce di olio essenziale di rosa

Due gocce di olio essenziale di lavanda

Ponete l'olio in un pentolino perché scaldi a bagno a Maria dove lascerete sciogliere il burro e la cera d'api, nel riporlo in un vasetto aggiungete gli oli essenziali e lasciate raffreddare con cura.


L'olio essenziale ha un effetto sedativo e tonico sulle somatizzazioni nervose a carico del cuore, promuove il ciclo mestruale e la secrezione di estrogeni

· Afrodisiaco, utile contro l’impotenza, favorisce la salute riproduttiva

· Lenisce le infiammazioni

· Pulisce l’utero ed eliminare i gonfiori

· Contrasta le infiammazioni, tanto che nel 2010 è stato utilizzato nei trattamenti contro la pancreatite acuta.


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